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Validatore di sitemap XML

Controlla che la sitemap XML del tuo sito sia scritta bene e rispetti le regole che Google si aspetta: sintassi valida, tag chiusi correttamente, formato delle date giusto, numero di URL entro i limiti. Una sitemap con un errore di formato viene scartata in blocco dal motore, e tu resti senza quel canale per far scoprire le tue pagine.

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A cosa serve validare la sitemap

La sitemap è l'elenco delle pagine che vuoi far conoscere a Google: è il modo più diretto per segnalare gli URL da scansionare, soprattutto su siti grandi o con pagine poco collegate tra loro. Ma basta un errore di sintassi — un carattere speciale non gestito, un tag non chiuso, un URL malformato — perché il motore rifiuti l'intero file o ne salti dei pezzi. Validarla prima di inviarla in Search Console ti evita di scoprire il problema settimane dopo, quando ti accorgi che certe pagine non vengono mai visitate.

I limiti da rispettare

Una singola sitemap può contenere al massimo 50.000 URL e non superare i 50 MB da decompressa. Oltre quella soglia va divisa in più file raccolti da un indice di sitemap. Lo strumento conta gli URL, stima la dimensione e ti avvisa se sei vicino o oltre il limite, così sai quando è ora di spezzare il file. Controlla anche che ogni indirizzo sia un URL assoluto valido e che appartenga allo stesso dominio, un altro requisito che Google applica.

Formato delle date e tag opzionali

Il tag lastmod, che indica l'ultima modifica di una pagina, deve seguire il formato data standard: “2026-07-14” o con orario e fuso. Una data scritta all'italiana, tipo 14/07/2026, viene considerata non valida e ignorata. Lo strumento verifica il formato di ogni lastmod e segnala i tag opzionali usati male. Incolli il contenuto del file XML e la validazione avviene nel browser: gratis e senza limiti; la verifica diretta da URL passa dal servizio a $0.002 a sitemap.

Prima di inviarla a Search Console

Chi gestisce un blog genera la sitemap con un plugin e la valida prima di inviarla: scopre che alcune URL contenevano una “&” non codificata, un carattere che rompe l'XML, e la corregge così Google accetta il file al primo tentativo.

Sito cresciuto oltre il limite

Un e-commerce con decine di migliaia di prodotti valida la sitemap e vede che ha superato i 50.000 URL: la divide in più file raccolti da un indice, come lo strumento suggerisce, evitando che Google ne ignori la parte eccedente.

Date nel formato sbagliato

Un sito aveva tutte le date lastmod scritte come 14/07/2026: la validazione le segnala come non conformi. Passandole al formato standard, il segnale sull'ultima modifica torna a essere leggibile per il motore.

Quanti URL può contenere una sitemap?

Al massimo 50.000 URL e 50 MB da decompressa. Oltre quella soglia va divisa in più sitemap raccolte da un file indice. Lo strumento conta gli URL e ti avvisa quando ti avvicini al limite.

In che formato devono essere le date?

Nel formato standard tipo “2026-07-14”, eventualmente con orario e fuso. Una data all'italiana come 14/07/2026 non è valida per la sitemap e viene ignorata: lo strumento verifica ogni lastmod.

Cosa succede se la sitemap ha un errore?

A seconda dell'errore, Google può scartare l'intero file o saltare le righe malformate. In entrambi i casi perdi il beneficio della sitemap. Validarla prima dell'invio evita di accorgersene troppo tardi.

È gratis?

Sì, incollando il contenuto del file XML la validazione gira nel browser, gratis e senza limiti. A pagamento è solo la verifica diretta da URL, a $0.002 a sitemap, comoda quando il file è già online.

Il file della sitemap resta privato?

Nella modalità gratuita sì: l'XML che incolli viene validato nel tuo browser e non lascia il dispositivo, quindi puoi controllare anche la sitemap di un sito non ancora pubblicato.

Valida anche l'indice delle sitemap?

Sì: riconosce sia una singola sitemap sia un file indice che ne raccoglie diverse, verificando in entrambi i casi la sintassi e i riferimenti agli altri file.

Tutto quello che vedi in questa pagina è disponibile anche via API. Questa sezione è per i team che vogliono integrarlo nei propri sistemi; chi non ne ha bisogno può semplicemente usare lo strumento qui sopra.

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Autenticazione con Bearer token: un POST mette in coda l'attività e il risultato arriva via webhook o link firmato.

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L'API è asincrona: ricevi subito un task_id e puoi fare polling fino a 1 richiesta al secondo.

per richiesta$0.002

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HTTPCodiceSignificato
401unauthorizedChiave API mancante o non valida: controlla l'header Authorization.
402insufficient_balanceCredito esaurito: ricarica per continuare a eseguire attività.
404unknown_typeTipo di attività sconosciuto: controlla il campo type della richiesta.
429rate_limitedTroppe richieste in poco tempo: rallenta e riprova tra qualche secondo.

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